Mozione di sfiducia, Incatasciato: “Errata la sentenza del Tar”, e fa appello al Cga

Mozione di sfiducia, Incatasciato: “Errata la sentenza del Tar”, e fa appello al Cga

È stato notificato oggi, dall’Avv. Prof. Avv. Fabrizio Tigano, il ricorso in appello al Cga contro la sentenza del Tar Catania che rigettata il ricorso avverso la mozione di sfiducia al sindaco Pippo Incatasciato.

L’ex sindaco lo aveva già preannunciato nel corso di una lunga intervista sul nostro numero cartaceo, ancora in edicola. “Farò appello al Cga, perchè questa mozione di sfiducia è stata votata dalla peggior politica” – dichiarava.

Nel ricorso al Cga, notificato oggi, si considera “errata” la sentenza pronunciata dal Tar con l’elencazione, da parte dell’Avv. Tigano, degli “errori che inficiano la decisione impugnata”.

  • Sul primo punto  “Violazione, falsa ed erronea interpretazione ed applicazione di legge, nonché dell’art. 24 dello Statuto del Comune di Rosolini – Eccesso di potere per errore nei presupposti e difetto di motivazione – Assenza dei presupposti per la disapplicazione della norma statutaria (art. 24 c. 2) in favore di quella regionale (art. 10 l.r. n. 35/ 1997) – Errata applicazione dell’art. 184 O.R.EE.LL” è evidente – scrive il legale- l’errore in cui è incorso il TAR, nel caso di specie, laddove nella sentenza impugnata afferma l’attuale vigenza ed applicabilità dello stesso art. 184, attribuendogli peraltro valenza di principio generale non suscettibile di deroga da parte dello Statuto comunale.
  • Sul secondo invece, “Eccesso di potere per difetto di motivazione – Manifesta irragionevolezza, illogicità, irrazionalità e arbitrarietà – Travisamento dei fatti, rilevando la strumentalità della mozione di sfiducia, siccome fondata su fatti e circostanze inesistenti e presunte inadempienze non imputabili al sindaco” il legale riconferma che “la mozione di sfiducia deve essere motivata da gravi inadempienze del primo cittadino che  gli atti dimostrano non esserci state. Il Tar ha invece “poggiato la decisione solo su motivazioni di carattere politico che sono considerate valide”.

L’appello al Cga punta ancora al reintengro immediato di Pippo Incatasciato alla carica di primo cittadino, “riprendendo – scrive sempre il legale-  un percorso brutalmente interrotto per ragioni palesemente pretestuose in fatto e in diritto. Ogni ritardo in tal senso, allo stato, danneggia l’appellante medesimo sia sul piano personale sia nella qualità di Sindaco impegnato a dare continuità alle attività programmate, perpetrando a suo carico un danno grave ed irreparabile cui solo un provvedimento cautelare o una decisione in forma breve, possono assicurare medio tempore protezione. Grave, inoltre, per come dimostrato dalle notizie continuamente diffuse dalla stampa e dai media locali, è il pregiudizio che la comunità di Rosolini sta subendo a causa della mancanza di un sicuro punto di riferimento che, peraltro, nella attuale situazione pandemica, fino alla data della sua estromissione, aveva in ogni modo e con ogni mezzo evitato il peggio, poi, invece, verificatosi (poco tempo dopo la sfiducia, il comune di Rosolini è stato dichiarato zona rossa)”.

Con il ricorso Incatasciato impugna “ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ivi incluso il Decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 531/Gab del 12 marzo 2021″

 

 

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