“Non possiamo più permetterci la pulizia del parco”, Città Verde “getta la spugna”

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Un momento della pulizia della vasca Giovanni Paolo II da parte dei soci di Città Verde, effettuata nel 2017
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Un bilancio in negativo, nessun intervento da parte dell’Amministrazione, poca pubblicità raccolta per finanziare gli interventi di pulizia. L’associazione “Città Verde”, di cui è presidente il commerciante Giorgio Zocco, “getta la spugna” e revoca l’affidamento dell’area del parco Giovanni Paolo II, conosciuta come Verde a valle, perchè il bilancio dell’associazione sarebbe in negativo e non può più “permettersi di far fede a quanto scritto nella convenzione”.

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Zocco tiene a precisare che la scelta non ha nulla a che vedere con la nuova Amministrazione comunale, anche perchè la revoca è stata presentata il 17 aprile scorso, molto prima delle elezioni. Ma da quanto l’associazione “Città Verde” ha preso in gestione il parco Giovanni Paolo II, quasi un anno, l’area è stata completamente trasformata, rinata, riportata al suo splendore. Una pulizia costante ma anche dispendiosa per le esigue finanze dell’associazione che, facendo due conti, ha capito subito, a malincuore, di non poter mantenere l’impegno preso.

Secondo la convenzione con il Comune di Rosolini, l’associazione Città Verde avrebbe dovuto finanziarsi posizionando della pubblicità all’interno dell’area. Pubblicità che l’associazione avrebbe cercato ma che non sarebbe riuscita a trovare. Per “curare” il parco, infatti, servirebbe una spesa di circa 10 mila euro annui, e l’associazione sarebbe riuscita a racimolare poco più di 1.200 euro.

“Abbiamo chiesto un aiuto al Comune in questo senso -dice il presidente Giorgio Zocco-, ma abbiamo trovato porte chiuse. Chiedo scusa a tutta la cittadinanza ma non possiamo più permetterci di continuare a curare il verde del parco. Un grazie di cuore voglio rivolgerlo a quelle persone che ci hanno incoraggiato ad andare avanti e hanno apprezzato il nostro lavoro. Ma solo con gli incoraggiamenti e gli apprezzamenti non si pagano le spese. Tutti i soldi che abbiamo incassato sono ben rendicontati e, purtroppo, posso dimostrare di aver rimesso di tasca propria oltre 7.000 euro. Chiedo scusa alla mia famiglia se, per curare il verde, non ho potuto curare i loro problemi, ma credevo fermamente in quello che stavo facendo. Abbiamo voluto scommetterci in questa avventura perchè non volevamo più vedere gli spazi verdi abbandonati e senza cura. Forse abbiamo sbagliato a mettere troppa passione, troppo entusiasmo ma abbiamo provato a fare breccia nella sensibilità delle persone perchè il parco è di tutti e tutti dobbiamo prendercene cura. Mi è stato riferito dal Comune che adesso si troverà una ditta esterna per la pulizia del verde, e, spero, che quei soldi (che in quel caso saranno stanziati) diano i loro frutti per il bene della collettività. Forse Città Verde non si è dimostrata affidabile come una ditta esterna, forse Città Verde non ha meritato un aiuto, chissà, sta di fatto che come associazione continueremo a vigilare sul verde della città e chiederemo conto e ragione dei soldi che si stanzieranno per la pulizia del Verde Pubblico. Saremo una sentinella affinchè i soldi delle tasse dei cittadini vengano spesi e non sperperati”.

Cosa ne pensa il nuovo sindaco Pippo Incatasciato di questa situazione? Staremo a vedere.

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