Nucleo di valutazione, la maggioranza boccia l’indirizzo di costituirsi parte civile contro il sindaco

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L'intervento del consigliere Piero Assenza
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Nove voti contrari della maggioranza, sei voti a favore dell’opposizione. È stato bocciato con questi numeri, dopo due sedute del consiglio comunale, la proposta di dare un atto di indirizzo in merito alla costituzione di parte civile dell’Ente nel procedimento che vede indagato per abuso d’ufficio e falso ideologico il sindaco di Rosolini, Pippo Incatasciato, assieme a quattro componenti nominati nell’ultimo nucleo di valutazione.

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Un punto portato in consiglio comunale dai consiglieri di opposizione a causa della “non decisione” della giunta comunale che, nonostante la richiesta dell’ufficio legale, non si è ancora espresso, positivamente o negativamente, sulla vicenda.

“Ad oggi c’è un’omissione grave -ha detto il consigliere Di Rosolini-, perchè il dirigente del Comune ha scritto alla giunta per sapere qual è l’atto di indirizzo e ad oggi non ha ricevuto risposta. Stiamo parlando di una ipotesi di reato con cui il pubblico ministero dice che il sindaco è perseguibile perchè ha commesso un atto contro la propria amministrazione, e oggi il consiglio comunale, quale organo di controllo, ha il dovere nei confronti dei cittadini di fare gli interessi della città”.

Di Rosolini ha evidenziato “l’imbarazzo” in cui si trova il consiglio comunale. “La maggioranza si trova in imbarazzo in quanto i componenti nominati nel nucleo di valutazione sono stati nominati solo per saldare il conto elettorale dei vari partiti che hanno sostenuto Incatasciato alle elezioni, senza tener conto delle prescrizioni del bando. Su questo c’è un’indagine approfondita degli inquirenti e il vostro voto sarà inserito in questo filone d’inchiesta.”.

A giustificare la bocciatura del punto è stato il consigliere di maggioranza Piero Assenza: “Questo punto non è di nostra competenza ma della giunta comunale. In ogni caso ad oggi non c’è nessun danno patrimoniale -ha detto-, in quanto i membri del nucleo non sono stati ancora pagati e potrebbero anche rinunciare ad essere pagati. Il danno patrimoniale, invece, potrebbe configurarsi nel caso in cui il Comune si costituisca parte civile, che costerebbe, solo per costituirsi davanti al Gup, oltre 5.000 euro. In tutte le ulteriori fasi la cifra salirebbe a 25.344 euro e in teoria il sindaco potrebbe essere scagionato. Nel caso in cui, invece, verrebbe condannato, si configurerà il danno patrimoniale e, con il Comune, sicuro della sentenza, a quel punto avrà l’obbligo di costituirsi parte civile”.

La replica è stata immediata: “E’ un atto di arroganza -ha detto Di Rosolini-. La proposta di Assenza è immotivata e mistifica e sminuisce quando dice che non c’è nessun danno erariale solo perchè ancora i membri non sono stati pagati. Il danno erariale si rimuove solo quando i membri del nucleo di valutazione vengono sospesi in autotutela in attesa del procedimento, e questo ad oggi non è stato fatto”.

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