Omicidio Evan Giulio Lo Piccolo, “Blanco capace di intendere e di volere” ed inizia il vero processo

Omicidio Evan Giulio Lo Piccolo, “Blanco capace di intendere e di volere” ed inizia il vero processo

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Venerdì 14 gennaio si è tenuta l’udienza con i primi testimoni tra medici e parasanitari che sono intervenuti quel tragico 17 agosto quando perse la vita il piccolo Evan

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Tantissimi i nomi nella lista teste del Pm e inizia il vero processo

di Enrica Odierna (articolo di approfondimento dal Corriere Elorino cartaceo n.1 del 2022)

Salvatore Blanco è capace di intendere e di volere.
Lo era al momento dei fatti e lo è anche adesso, assolutamente capace di stare in giudizio e affrontare il processo.
È quanto ha stabilito il perito della Corte, Dott. Antonio Petralia, che a seguito di richiesta di perizia psichiatrica su Blanco, avanzata dal suo legale, ha concluso per la totale capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento del fatto e sulla sua capacità processuale.
La sua difesa aveva avanzato richiesta di perizia psichiatrica forte del fatto che in un precedente procedimento penale il Blanco era già stato assolto con formula piena dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale perché si dimostrò che al momento del fatto fosse affetto da schizofrenia.

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Non adesso però, il Blanco è assolutamente lucido e lo era anche quel tragico 17 agosto, quando il piccolo Evan Giulio perse la vita. Scrive il perito che “nel periodo temporale che va da dicembre 2019 ad agosto 2020 il signor Blanco è totalmente capace di intendere e di volere”.
Non è la prima volta, nell’ambito di questo procedimento, che viene richiesta la perizia psichiatrica su Blanco. È accaduto già in fase di indagine, richiesta sia per Blanco che per la compagna Letizia Spatola, madre di Evan, attualmente ai domiciliari. In quella prima fase però le richieste di perizia vennero rigettate entrambe, anche dal Gup.
Intanto, con l’accertamento della capacità di intendere e di volere del Blanco, il 7 gennaio, si è ufficialmente aperto il processo a cui Blanco, imputato di maltrattamenti e omicidio, non può sfuggire.
“Questo è soltanto un primo passo per arrivare ad avere giustizia – ci dichiara il papà di Evan, Stefano Lo Piccolo. “Il processo deve ancora iniziare e sarà lungo. Ma spero che chi ha sbagliato paghi fino all’ultimo centesimo il suo conto con la giustizia”.
Venerdì 14 gennaio si è tenuta l’udienza con i primi testimoni.

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La Corte, presieduta dalla Dott.ssa Tiziana Carruba (Presidente) e la Dott.ssa Carla Frau (a latere), ha esaminato i medici e gli operatori sanitari che hanno visitato e soccorso il piccolo Evan quella tragica mattina, quando gli stessi operatori del 118 ricevettero una chiamata con richiesta di urgente soccorso da una vicina di casa di Letizia Spatola.
“Quando siamo intervenuti -racconta uno dei medici- abbiamo trovato il bambino steso sul letto. Mi colpì particolarmente la freddezza della madre e le diverse versioni fornite quando le chiedemmo cosa fosse successo al bambino”.
Sul volto di Evan i medici trovarono un livido a loro dire “vecchio di qualche giorno”, ma raccontano che quando chiesero alla Spatola come il bambino avesse fatto a procurarsi quel livido, a rispondere al suo posto fu “nell’altra stanza, un uomo con una camicia bianca”, identificato nel Blanco.
Ieri ha sbattuto la testa sulla porta” – motivava il Blanco.
Troppe discrepanze nei racconti, discrepanze che potrebbero diventare ancora più lampanti con il susseguirsi delle testimonianze rese.
E sono davvero tanti i nomi nella lista testi del Pubblico Ministero.
Il 28 gennaio sarà la volta di altri testimoni.

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Ma ad essere davvero risolutive saranno le trascrizioni delle intercettazioni ambientali, che potranno rappresentare la vera svolta del processo.
Già conferito l’incarico per le trascrizioni al perito Antonio Pulvirenti di Caltagirone.
Il Pm Carlo Enea Parodi ha nominato un proprio consulente, Massimiliano Chiaramonte, che si affiancherà a quello della Corte d’Assise nella trascrizione delle intercettazioni eseguite dai Carabinieri quando il magistrato, all’epoca dei fatti titolare dell’inchiesta, aveva disposto l’installazione di microspie nell’appartamento di Via Eloro.
Sul corpicino di Evan il medico legale che ha eseguito l’autopsia (che sarà però esaminato nelle prossime udienze) ha ritrovato diverse fratture alle costole, alla clavicola, allo sterno, al femore e al collo. La causa del decesso è stata riscontrata in un “arresto cardiocircolatorio e respiratorio dovuto a gravissima broncopolmonite cronica da aspirazione. Polmonite causata da frequenti episodi di perdita di coscienza del piccolo con conseguente abolizione transitoria dei comuni meccanismi di difesa conseguiti a diversi traumi subiti e verosimili compressioni del collo”.

© Riproduzione riservata

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