“Per i netturbini non ci sono soldi, ma terremo la città pulita”

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Avevano protestato per ben tre giorni, con due assemblee e lo sciopero “selvaggio” di giovedì 23 febbraio, perché i loro stipendi non venivano accreditati con regolarità nei loro conto correnti. Una protesta che poi si era fermata con la promessa che “entro il 28 febbraio” sarebbero state pagate le spettanze dovute.

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“Ad oggi, però -dice il rappresentante sindacale della Fiadel, Antonino Monorchio-, siamo sempre in attesa del nostro stipendio del mese di gennaio. La ditta, da parte sua, sembra che debba ricevere ancora i soldi per il servizio svolto nel mese di ottobre 2016 e vorrebbe un appoggio del Comune per poter pagare gli stipendi con regolarità. Dall’altra parte il conti del Comune sembrano essere in rosso e così per gli operatori ecologici, che tengono pulita la città, non ci sarebbero soldi”.

Il rappresentante sindacale Fiadel Antonino Monorchio
Il rappresentante sindacale Fiadel Antonino Monorchio

Il rappresentante sindacale, però, esclude un nuovo sciopero selvaggio. “Il nostro disagio è quotidiano e la rabbia c’è, non la nascondiamo. Vorremmo avere la certezza che a fine mese il nostro lavoro sia remunerato con puntualità. Nonostante questo lavoreremo per tenere la città pulita anche perché gli operatori ecologici che scioperano potrebbero essere denunciati per interruzione di pubblico servizio. Insomma siamo tra l’incudine e il martello. Una situazione sicuramente difficile e non vogliamo fare pagare il prezzo ai cittadini. La pazienza, però, ha un limite, così come hanno un limite le scadenze dei mutui, degli affitti, delle rate da pagare. Spero che questa situazione si concluda presto e chi di dovere capisca le nostre difficoltà”.

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