Pulizia del parco Giovanni Paolo II, Zocco: “Non c’è collaborazione, pronto a dimettermi”

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Il Parco Giovanni Paolo II è uno dei posti più belli di Rosolini, e da quando l’associazione Città Verde si prende cura della manutenzione del verde, lo è ancora di più. Ma se il verde pubblico è ben tenuto, altrettanto non si può dire per la pulizia, vuoi per cittadini indisciplinati che lasciano rifiuti a terra nonostante i numerosi cassonetti della raccolta differenziata, vuoi anche per la mancanza di attenzione degli organi preposti.

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E quando l’immondizia diventa “pericolosa”, come le schegge di bottiglie di vetro, a mettere le mani avanti è proprio il presidente di Città Verde, Giorgio Zocco, ormai stanco nel vedere la mancanza di collaborazione per la pulizia del posto.

“Rosolini potrebbe essere veramente il paese più pulito di Sicilia -dice Zocco-, se solo alcuni abitanti fossero altrettanti puliti e l’amministrazione comunale più attenta ai luoghi pubblici. E invece quello che ho visto in questi mesi non è incoraggiante, lascia demoralizzati. Come associazione tagliamo regolarmente il prato, teniamo ordinate le aiuole, abbiamo anche piantumato alcuni alberi di cocos, sistemato le palme e lo abbiamo fatto perchè vogliamo vedere i luoghi pubblici degni di una società civile. Ma al nostro lavoro non abbiamo visto la giusta collaborazione. A togliere l’immondizia chi deve pensarci? Chi deve vigilare sul posto? Chi ha l’appalto per la pulizia della città? I cittadini pensano che la responsabilità sia della nostra associazione perchè abbiamo in gestione la cura del verde, ma non è così. La convenzione non dice questo”.

E Zocco conclude: “Purtroppo noto che si mettono regole che poi nessuno riesce a fare rispettare. I bidoni per la raccolta differenziata ci sono ma in giro si vedono bottiglie sparse ovunque. Gli escrementi di animali non mancano e sono un vero problema. Per non parlare delle bottiglie di vetro rotte che diventano un pericolo visto che il luogo è frequentato da tanti bambini. Come associazione abbiamo sempre svolto il nostro dovere, ma a tutto c’è un limite. Sono francamente stanco di questa situazione e sto pensando di dimettermi da presidente dell’associazione “Città Verde”. Se non c’è collaborazione diventa inutile continuare”.

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