Rosolini, polemica sull’ordinanza del sindaco che riduce le distanze tra sale giochi e luoghi sensibili

Rosolini, polemica sull’ordinanza del sindaco che riduce le distanze tra sale giochi e luoghi sensibili

Il sindaco di Rosolini, Giovanni Spadola, al centro delle critiche dell’opposizione. Con una sua ordinanza ha abbassato da 500 a 300 metri la distanza minima tra le attività di sale gioco e sale scommesse e i “luoghi sensibili”, tra cui scuole, i luoghi di culto, i centri sportivi, sociali e strutture sanitarie o socio assistenziali.

L’ordinanza, datata 6 febbraio 2024, annulla quella precedente del 2020, firmata dal sindaco Pippo Incatasciato, che aveva fissato la distanza minima a 500 metri. Le critiche sono state mosse questa mattina in consiglio comunale.

I consiglieri di opposizione, Tino Di Rosolini, Piergiorgio Gerratana, Maria Concetta Iemmolo e Rosario Cavallo (questa mattina non presente in aula), hanno infatti presentato una mozione d’ordine per chiedere al sindaco di revocare la sua ordinanza e di ripristinare la distanza di 500 metri, come da ordinanza del 2020.

La mozione, però, è stata bocciata dai consiglieri di maggioranza, che hanno votato contro senza fornire alcuna motivazione.

Quali sono le motivazioni che stanno alla base di questa ordinanza? Qual è l’urgenza?” avevano chiesto Di Rosolini e Gerratana.

A difendere l’operato del sindaco, che non era presente in aula, è stato l’assessore Giuseppe Giannone:In Italia le normative fissano delle soglie minime. Nel 2020, con Incatasciato, erano state fissate a 500 metri perché, ma questo è parere personale, evidentemente eravamo in assenza di qualsiasi riferimento normativo. Oggi è stata applicata solo la legge 21 luglio 2021, la n. 18, che recita che per tutti i comuni sotto i 50 mila abitanti la distanza minima deve essere di 300 metri, con obbligo di osservarla. Abbiamo rispettato solo la legge”.

L’opposizione, però, non è rimasta convinta dalle spiegazioni dell’assessore, e ha annunciato che trasmetterà tutti gli atti alla Procura della Repubblica “per accertare eventuali responsabilità penali”.  I consiglieri hanno accusato il sindaco di aver “modificato le regole del gioco per favorire un interesse privato, a discapito dell’interesse pubblico dei cittadini”.
In particolare, i consiglieri hanno sollevato il sospetto che dietro l’ordinanza ci sia la richiesta di un privato cittadino “probabilmente vicino all’amministrazione”, che aveva presentato a gennaio un’istanza per aprire una sala giochi in una zona che, con la precedente ordinanza di 500 metri, sarebbe stata vietata.

Ci sono istanze pervenute da privati per l’apertura di attività di questo tipo prima, o dopo, l’approvazione di questa ordinanza?” è stata la domanda dei consiglieri Di Rosolini e Gerratana a cui, dopo una ricerca, ha risposto il segretario comunale Giuseppe Benfatto. Una istanza di un privato cittadino è arrivata prima dell’ordinanza, a gennaio, nessuna istanza dopo. “È possibile sapere il nome e cognome?”, ha domandato Di Rosolini.
Nome e cognome dell’istante non sono stati resi pubblici dal segretario che ha invitato i consiglieri a fare accesso agli atti per iscritto. L’opposizione ha denunciato la correlazione tra l’istanza del privato e la modifica urgente dell’ordinanza.

Quando è stata presentata, l’istanza del privato doveva essere rigettata perché l’ordinanza in vigore era ancora quella del 2020 con la distanza dei 500 metri. Invece viene presentata l’istanza, il sindaco modifica le regole del gioco con la sua ordinanza e l’istanza viene evasa”ha dichiarato Di Rosolini.

Qui ci sono pressioni specifiche di un privato probabilmente molto vicino all’amministrazione e il sindaco ha permesso che un atto pubblico rispondesse a un interesse privato. Questi atti devono essere trasmessi tutti alla Procura della Repubblica ha incalzato Gerratana. “Quando un cittadino presenta un’istanza e 15 giorni dopo, d’urgenza, il sindaco cambia ordinanza per far passare quell’istanza, lo capiamo tutti che è stato fatto appositamente.  Vergogna! Questi atti finiranno in Procura e vedremo chi utilizza il comune per interessi privati e chi invece è qui per fare l’interesse pubblico dei cittadini”.

Nessuna risposta dai consiglieri di maggioranza.

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