“Sanità al collasso nella zona sud”, il Consiglio Comunale prende posizione a difesa della sanità pubblica

“Sanità al collasso nella zona sud”, il Consiglio Comunale prende posizione a difesa della sanità pubblica

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È arrivata in Consiglio Comunale la “piattaforma sanità per il distretto 46 di Noto”, uno strumento fondamentale a difesa della sanità pubblica. Una sanità che va difesa dal depauperamento a cui si sta assistendo negli ultimi anni, tale da “rasentare – scrive il Segretario Generale Cgil, Roberto Alosiuna vera e propria negazione del diritto sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione” dirottare la sanità verso la totale privatizzazione, con liste di attese lunghissime, ad esempio, che diventano però snelle se a pagamento o con gravi carenze nel trattamento delle emergenze urgenze: basti pensare all’assenza di personale medico al pronto soccorso.

Dopo la manifestazione del 9 giugno a Pachino, in Piazza Vittorio Emanuele, a difesa della sanità pubblica dal titolo “La sanità è un diritto di tutti”, la Cgil ha prodotto questa piattaforma inviata ai sindaci, presidenti del consiglio comunale e capigruppo dei comuni di Noto, Rosolini, Pachino, Avola e Portopalo. L’obiettivo?  I consigli comunali dei comuni interessati hanno il dovere di pronunciarsi sul tema sanità, hanno il dovere di prendere posizione e impegnarsi ad attuare i cinque punti proposti da Cgil come soluzioni allo spaventoso collasso sanitario da Cgil.

Iniziali scontri sul punto, in Consiglio Comunale, non nel merito, chiaramente. Il punto infatti, come era stato deciso dalla conferenza dei capigruppo, doveva essere inserito all’ordine del giorno, ma così non è stato. “Avevo chiesto al segretario di preparare gli atti, ma non ci siamo arrivati” – ha giustificato il Presidente Sortino ai consiglieri di opposizione, Gerratana, Di Rosolini e Cavallo, che chiedevano lumi sull’assenza del punto che era invece stato concordato. “Avrebbe potuto almeno comunicarcelo. Il punto è che manca proprio la comunicazione” – ha evidenziato Cavallo.

Il fondamentale punto è comunque arrivato in Consiglio Comunale, “salvato” perchè presentato come mozione al punto 9 all’Odg “Interrogazioni, mozioni e interpellanze”. Svariati gli interventi (della sola opposizione) a sostegno di un tema urgente, sul quale è necessario prendere posizione dato il collasso generale della sanità, specie nella nostra zona.

Il Presidente del Consiglio Corrado Sortino, prima di mettere ai voti la mozione che è stata approvata all’unanimità dei consiglieri comunali, ha letto integralmente la lettere di Alosi, Cgil, che mette nero su bianco carenze, necessità e richieste ai comuni.

La piattaforma creata da Cgil, denuncia, in sintesi, le seguenti carenze: 1. il mancato completamento funzionale dell’ospedale unico Avola-Noto, con notevole riduzione dei posti letto, per acuti e cronici, che attualmente, nel nostro distretto, sommando anche quelli non ancora attivati, sono di molto sotto la media; 2. gravi carenze nel trattamento della emergenza-urgenza, con turni di medici scoperti. Soprattutto al Pte di Pachino, ma anche quello di Rosolini, mentre il pronto soccorso di Noto è aperto solo 12 h al giorno, invece che 24h; 3. carenza dei medici di famiglia e di quelli di Guardia medica; 4. Liste di Attesa lunghissime, che superano ampiamente i tempi massimi previsti dalla normativa nazionale e regionale; 5. grave carenza dell’offerta specialistica convenzionata, che costringe i cittadini al ricorso agli specialisti privati, con costi medi di 150€ (spesso senza fattura); 6. assistenza domiciliare integrata (ADI), per anziani, cronici, disabili e non autosufficienti, di scarsa qualità, insufficiente e ben lontano dagli standard previsti dal PNRR; 7. diffusa carenza funzionale dei Consultori, dei Centri di Salute Mentale, delle Tossicodipendenze e dei servizi dedicati alla diagnosi precoce e screening dei tumori.

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A partire da queste gravi carenze, Cgil chiede ai comuni, alle amministrazioni e ai consigli comunali:

  1. Di adoperarsi per rendere effettivo, in tempi certi, quanto definito nel piano di rifunzionalizzazione dell’Ospedale unico Avola-Noto, attivando i posti letto previsti per i reparti di Riabilitazione e Lungodegenza al Trigona di Noto;
  2. Di garantire l’apertura del Pronto Soccorso di Noto H 24, o comunque di un Presidio per l’emergenza/ urgenza che possa rispondere in maniera adeguata ai pazienti gravi;
  3. Nell’ambito di una congrua risposta alle urgenze territoriali, considerare l’ipotesi di dichiarare il Distretto di Noto come “zona disagiata” e conseguentemente stabilire una indennità specifica per il personale che opera nelle Guardie Mediche e nell’Emergenza territoriale (PTE), al fine di rendere più attrattiva la loro disponibilità ad aderire ai bandi per la copertura dei posti carenti;
  4. La necessità di una perequazione dell’offerta specialistica rispetto agli altri Distretti, sia con un aumento delle ore di specialistica ambulatoriale, sia con una più incisiva azione di committenza verso il privato accreditato, sia aumentando l’offerta resa dal presidio ospedaliero di Avola;
  5. Che venga aumentata la presa in carico dei pazienti che necessitano di assistenza domiciliare, nonché l’adeguamento degli organici dei Consultori e dei servizi di salute Mentale.

Proposte che, seppur approvate, secondo i consiglieri comunali “da sole non bastano”. Ma è chiaramente un punto di inizio per aprire un dibattito serio sul tema. Il consigliere Tino Di Rosolini fa mettere a verbale la proposta di un consiglio comunale aperto con “tutta la deputazione regionale e le rappresentanze degli enti sanitari”. 

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