Si era tolto la vita dopo una perquisizione, assolti i 5 agenti di Polizia

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Il Gup del Tribunale di Siracusa, Dr.ssa Carmen Scapellato ha chiuso il processo che vede coinvolti i cinque poliziotti, in servizio nel giugno del 2016,  presso il Commissariato di Avola, accusati di omissioni in atti d’Ufficio, perquisizione arbitraria e lesioni personali a carico di Caruso Sebastiano, giovane ventisettenne suicidatosi dopo circa 10 giorni dai fatti contestati agli agenti di p.s., pronunciando, nella tarda mattinata di ieri, sentenza di assoluzione con formula piena, perché il fatto non sussiste, nei confronti dei cinque agenti.

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Gli imputati avevano chiesto il rito abbreviato e in particolare uno di loro, il V. Sovrintendente Gaetano Salafia, all’epoca Assistente Capo produceva delle  registrazioni ambientali, che, unitamente all’interrogatorio cui lo stesso si sottoponeva il 18 aprile scorso, chiarivano la vicenda che lo vedeva, unitamente al collega Luca Macauda, imputato per perquisizione arbitraria e lesioni, mentre gli altri tre, Assistenti Capo Massimo Cavallo, Salvatore Alonge e Emanuele Isidoro venivano accusati per omissione in atti d’Ufficio.

Nell’udienza tenutasi il 30 maggio, lo stesso p.m. confermando le accuse per gli altri reati, chiedeva l’assoluzione degli assistenti Salafia e Macauda per il reato di perquisizione arbitraria.

La vicenda trae spunto da un esposto e successiva denuncia-querela presentata dall’Avvocato Signorello presso la Procura della Repubblica di Siracusa, dopo il suicidio di Sebastiano Caruso, verificatosi il 18 giugno 2016, dopo la rottura definitiva del rapporto sentimentale, che durava da diversi anni, dello stesso con la compagna Serrentino Alessia, la quale, poche ore prima che lo stesso attuasse l’insano gesto, gli aveva chiaramente ribadito di non voler tornare con lui, in quanto i suoi genitori erano contrari alla loro relazione.

Nella denuncia, l’avvocato Signorello, per conto di Caruso Franzo, padre del Sebastiano riferisce di un controllo di Polizia eseguito la sera dell’11 giugno 2016  dagli agenti di Polizia Salafia e Macauda nei confronti di Caruso Sebastiano accusando i poliziotti di aver ripetutamente colpito lo stesso, alla presenza della fidanzata Alessia Serrenino,  agli arti superiori e alle spalle.

La ricostruzione fornita dall’avvocato risultava non avvalorata ed anzi contraddetta dagli atti, sulla base dei quali, il Gup ha emesso sentenza di assoluzione. 

 

Fonte: comunicato stampa avvocati della difesa

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