Tombini pieni di fango, via Cavaliere Marina al buio da tre mesi: è protesta

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Via Cavaliere Marina da tre mesi non è servita dall’illuminazione pubblica e monta la protesta dei cittadini della zona. A portare alla ribalta la problematica è il consigliere comunale di opposizione Corrado Roccasalvo che invita l’amministrazione a “svegliarsi” per “risolvere i problemi della città. L’Amministrazione conferma di essere incapace e fallimentare -afferma Roccasalvo-, perchè non riesce nemmeno a risolvere questi piccoli problemi. Non so da cosa dipenda questa situazione ma è assurdo che non si possa dare una risposta alla città dopo tre mesi. Invece di andare avanti si va indietro. Su questo punto sono disponibile ad un confronto con l’amministrazione comunale”.

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Per risolvere il problema bisogna intervenire con uno scavo, sostituire circa 1.000 metri di cavi elettrici e liberare i tombini dal fango. Una spesa “straordinaria” di circa 10.000 euro che la ditta che si è aggiudicata i lavori per l’illuminazione pubblica non può sostenere.

“Stiamo parlando di un intervento di manutenzione straordinaria -dice Angelo Spadaro, titolare della ditta Aegi-, per la quale serve un ordine di servizio scritto da parte del Comune. Attendo ancora il pagamento di fatture del 2017 e ben 5 fatture del 2018 e si capisce che lavorare in questo modo non è certo semplice. Viene a mancare la forza economica per anticipare i lavori”.

Da parte del Comune, è l’assessore ai “Lavori Pubblici”, Carmelo Di Stefano, ad intervenire: “Abbiamo più volte chiesto alla ditta di Spadaro di stipulare un preventivo di spesa per quanto riguarda la sistemazione di quel tratto ma ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Sembra che il sindaco abbia anche diffidato alla ditta per questa inadempienza. Inoltre il 24 aprile scorso abbiamo pagato alla ditta ben 8.160 euro di fatture del 2017. Non possiamo pagare tutte le fatture del 2018 in quanto ci sono anche altri fornitori che hanno presentato fatture nel 2017 ed è giusto ultimare i pagamenti in modo progressivo per quell’anno. E lui sapeva bene le difficoltà dell’Ente”.

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