Una maglietta rossa per l’umanità: anche Rosolini risponde

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“Ciò che conta è la vita, non di chi è la vita“. Un richiamo all’accoglienza, all’integrazione, alla solidarietà, ma soprattutto una forte presa di coscienza verso l’uguaglianza e l’umanità.

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Aderendo all’appello nazionale lanciato da Don Luigi Ciotti di Libera e Gruppo Abele, Sabato 7 luglio, in tuttà Italia, come anche a Rosolini, un esercito di magliette rosse ha invaso le vie del centro storico. Grazie alla sinergia delle Parrocchie di Rosolini, Le Caritas parrocchiali, i gruppi di catechismo parrocchiali, l’Unicef Sez. Rosolini, Amici di Ludovica e Scout Rosolini 1, la Passeggiata di solidarietà è stata un gran successo.

Indossare una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini morti in mare, ha significato mettersi nei panni degli altri. Un primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

In rosso, associazioni, liberi cittadini, parrocchie e istituzioni.

Un piccolo gesto, fatto con rispetto, per incontrarsi e mettersi nei panni un po’ degli altri. Riflettere, porsi delle domande, anche nelle diversità per vedere un paese accogliente che riesca a coniugare solidarietà e sicurezza. ” – hanno ribadito unitamente Don Bruno Carbone, Padre Stefano Trombatore e il Prof. Salvatore Cavallo nel loro intervento.

Dello stesso avviso il Sindaco Pippo Incatasciato che ha espresso la sua riflessione al riguardo:

È un appello importantissimo per tutelare i bambini, le giovani vite, il vero nostro e unico patrimonio dell’umanità. Il segnale deve essere in questa direzione, una testimonianza di vicinanza ai nostri fratelli africani e dell’Oriente, verso l’accoglienza, ma soprattutto, verso un supporto e un contributo che puntino a valorizzare e non ledere i diritti umani“.

L’amore quale punto di partenza per un cammino verso l’uguaglianza dunque. A dimostrarlo, gli stessi bambini presenti, che hanno scritto su delle barchette di carta rossa,  pensieri e preghiere per i migliaia di bambini che tragicamente muoiono in mare ogni giorno.

È stato un pomeriggio di profonde emozioni e voci corali che insieme hanno percorso un’unica strada: la testimonianza che sono i sentimenti a smuovere le coscienze e renderci uniti. L’unione tra le diverse realtà organizzatrici dell’evento è stata, difatti, il punto di forza per fare di più e fare meglio.

Se è vero che i migliori risultati si raggiungono soltanto con un lavoro di squadra, l’iniziativa di sabato ha testimoniato quanto ci sia un’Italia, e nel nostro caso una Rosolini, che esiste e resiste. Ed è una Rosolini dal cuore grande, solidale, che vuole accogliere a prescindere da colori, culture e diversità.

 

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