Ars, bocciato il disegno di legge che prevedeva l’abolizione delle Province

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«Non ha avuto nemmeno inizio la discussione del Disegno di Legge sulle Province perché, alla prima votazione utile, il Governo è stato battuto, umiliato e costretto a battere in ritirata». È quanto dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo, Vice Presidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS, sulla votazione che mercoledì 8 aprile ha segnato la fine della “punta di diamante” del progetto di riforme del presidente Rosario Crocetta, ovvero il disegno di legge che prevedeva l’abolizione delle province trasformandole in sei liberi consorzi tra comuni, più le tre “città metropolitane” di Catania, Palermo e Messina.
«Una disfatta assoluta, una vera e propria Caporetto – commenta Vinciullo – con la quale viene travolto non solo il presidente Crocetta ma soprattutto la sua inesistente maggioranza, che, ancora una volta, ha dimostrato tracotanza e incapacità al dialogo.
Adesso sarà necessario approvare una norma legislativa che consenta il mantenimento in vita dei commissari nominati, nell’attesa che si possa approvare la manovra finanziaria, così come avevamo chiesto, e poi si possa ritornare a discutere un Disegno di Legge che non poteva assolutamente essere approvato dalla maggioranza dell’Aula. Da mesi – conclude Vinciullo – ripetevo che mai e poi mai il testo sarebbe stato approvato dall’Assemblea e quello che ho detto, adesso è diventato fatto certo e concreto».

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Contrario alla proroga dei commissari delle Province si dichiara invece il deputato regionale di Sicilia Democratica e Sal, Giambattista Coltraro: «Sono per un’attività politica di riforme strutturali per la Sicilia, – afferma infatti – e non è pensabile lasciare ancora le Provincie spoglie di alcun valore istituzionale. La riforma delle Province doveva a mio avviso essere portata avanti come in realtà è avvenuto a livello nazionale. Anzi, il disegno di legge sulle Province doveva rappresentare un caposaldo dei lavori dell’Assemblea, anche se alcuni aspetti, come i profili delle competenze delle ex Province, potevano essere perfezionati Ma una cosa è discutere la riforma in Aula e un’altra è nascondersi dietro un voto segreto che non serve ad altro che a mantenere vecchi sistemi di gestione del potere».

Giovanna Alecci

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