Gestione pubblica del servizio idrico, “Rosolini sarà protagonista o ruota di scorta?” Le perplessità dell’opposizione

Gestione pubblica del servizio idrico, “Rosolini sarà protagonista o ruota di scorta?” Le perplessità dell’opposizione

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Non polemica“, come hanno più volte ribadito i consiglieri di opposizione Rosario Cavallo, Tino Di Rosolini, Corrado Roccasalvo e Piergiorgio Gerratana che, con toni diversi, hanno avanzato “legittima richiesta di precisazioni e approfondimenti” che però sono arrivate a singhiozzi dalla maggioranza, se non fosse stato per gli interventi del geometra Salvatore Speranza e del Sindaco Giovanni Spadola, interventi che hanno comunque lasciato perplessità su quale sarà il ruolo reale del Comune di Rosolini nella costituenda società consortile “Aretusa” che nel prossimo futuro dovrà gestire il servizio idrico integrato nel territorio. “Saremo protagonisti o ruote di scorta?”Dovremo solo assistere inermi alle scelte dei poteri forti e dei comuni capofila?”, questi gli interrogativi posti che non sono però stati esitati, nemmeno dopo la lettura dei vari articoli dello statuto che poco manifestano su quale sarà nel concreto la vera struttura della nascente società e dei ruoli che spetteranno ai singoli comuni in termini di gestione e progettazione.

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Non vorremmo far parte, solo perché oggi ci viene presentato come un obbligo, dell’ennesimo carrozzone utile solo a spartire qualche ruolo in Consiglio di Amministrazione” – è stato il costrutto degli interventi dei consiglieri di opposizione.

“Troppo presto per rispondere a determinati quesiti” – ha detto il geometra Speranza – “poiché al momento siamo solo chiamati ad approvare uno statuto che permetterà poi di passare a tutti gli step successivi. Data la passata esperienza, quando l’Ato idrico affidò il servizio a una società privata che ebbe esito fallimentare si è proceduto a individuare nell’Ati, Assemblea territoriale idrica, costituita dai comuni partecipanti, l’organo che deve provvedere alla gestione dell’idrico. Senza l’adesione a questa società consortile, composta nel nostro caso da tutti i comuni della provincia di Siracusa – ha spiegato il geometra Speranza – non avremo possibilità di reperire i fondi da destinare al miglioramento del servizio idrico. I comuni, da soli, non potranno accedere a questi finanziamenti né esimersi dalla costituzione di questi organismi che sono ormai previsti per legge”.

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Per intenderci: a gestire il servizio idrico integrato in tutto il territorio della provincia di Siracusa sarà, nel prossimo futuro, la costituenda società consortile Aretusa, una società pubblica partecipata da tutti i Comuni della provincia di Siracusa con maggiori azionari i comuni con popolazione maggiore.

Depurazione, approvvigionamento, tassazione, installazione di contatori, e tutto ciò che riguarderà il servizio idrico passerà quindi alla gestione di questa società consortile. Un tentativo di costituzione che è nell’aria da tempo, ma è adesso che tutti i comuni hanno approvato questo statuto, già passato al vaglio del Ministero, che la strada per la realizzazione di questa società sembra tracciata.

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Il Comune di Rosolini, senza l’adesione a questa società, resterebbe “tagliato fuori” dalla possibilità di recepire finanziamenti, tramite il Pnrr, per il miglioramento del servizio idrico. Previste, nel futuro prossimo, per il territorio di Rosolini, opere sul sistema idrico per più di 20 milioni di euro, progettazioni però che non è ancora ben chiaro come saranno attuate nello specifico. Tra queste anche l’installazione dei contatoti idrici per una spesa totale di 1 milione e mezzo di euro e “questa – ha detto il geometra- sarà l’opera di più immediata realizzazione”.

Una frase che è bastata a scatenare ulteriori bagarre. “Non vorrei che prima di garantire il servizio idrico a tutti cittadini – ha detto Roccasalvo- pensiamo a installare i contatori per farli pagare di più”.

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A intervenire, più volte stuzzicato dal consigliere Roccasalvo, il sindaco Giovanni Spadola: “A Rosolini sembriamo in Africa, il 50% dei cittadini non ha acqua. Quando con il geometra Speranza siamo andati a Siracusa ci siamo accorti che l’unico progetto esistente per Rosolini era proprio quello dei contatori. Non possiamo installare i contatori quando la gente è ancora senza acqua. È la nostra amministrazione che ha inserito nel piano d’ambito tutti i progetti per il rifacimento della rete idrica. Prima il servizio, poi i contatori. In soli 60 giorni stiamo avanzando progetti che nessuno ha pensato di avanzare per ben 15 anni. Oggi siamo solo chiamati ad approvare uno statuto che ci permetterà di recepire anche i fondi necessari alla nostra città”.

Al momento però – come più volte ribadito dal tecnico – pare che i passi successivi siano ancora poco chiari. L’Aretusa ha intanto bisogno di uno statuto approvato da tutti i comuni della provincia, così come è avvenuto, per poter ancora solo spiantare.

Non si sa però come davvero spianterà e come saranno strutturati tutti gli step successivi.

Per questo, nonostante lo statuto sia stato alla fine approvato, a fungere da “campanello d’allarme” è stata l’astensione di un solo consigliere, Tino Di Rosolini.

Con tutte queste perplessità, voglio solo che ci sia una presa di coscienza riguardo al rischio che stiamo correndo. Approvare oggi lo statuto alla cieca e frazionare tutti i momenti decisionali a fasi successive, crea un deterrente con i cosiddetti comuni pilota, perché queste condizioni, e quelle successive, saranno oggetto di una discussione politica tra i Comuni più grossi. La colpa non è del sindaco, non ha capito che lui non c’entra nulla rispetto ai poteri forti. Ma noi non siamo fanciulli indiani e sappiamo che il sindaco di Siracusa si preoccuperà della sua città, e non di Rosolini, così come il sindaco di Augusta o Lentini”.

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