Giovane rosolinese si impicca all’ospedale, il padre denuncia gli infermieri “per negligenza”

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Ha deciso di togliersi la vita, impiccandosi all’ospedale “Di Maria” di Avola dove si trovava ricoverato nel reparto psichiatrico, per curare una grave forma di depressione. Un giovane rosolinese, C.C., di 27 anni, è deceduto mercoledì notte, trovato senza vita all’interno dei bagni del nosocomio avolese.

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Da due anni separato dalla moglie, aveva una bimba di 5 anni di cui era immensamente innamorato. Forse la mancanza di non poter vedere la figlia ha scatenato la depressione. Ragazzo forte e solare era stato a 18 anni anche campione di Muai Thay.
A non darsi pace per la morte del suo unico figlio è adesso il padre Antonino, che ha deciso di presentare una denuncia “per negligenza”.
“Mio figlio è entrato in ospedale per curarsi e non doveva finire così “–dice Antonino-. Perché non è stato controllato? Gli infermieri e i dottori sapevano che soffriva di una grave forma di depressione, perché è stato lasciato solo? Non voglio soldi o risarcimenti, ma ho deciso ugualmente di rivolgermi ad un avvocato per denunciare l’accaduto ed evidenziare la “negligenza” che secondo me è stata grave. Voglio evitare che simili situazioni possano verificarsi in futuro”.
La salma del giovane è ancora sotto sequestro all’obitorio dell’ospedale avolese in attesa di essere riconsegnata alla famiglia.

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