La risposta di don Bruno e don Manlio alla Lav: “I buoi saranno esaltati, non derisi”

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Pubblichiamo di seguito la lettera di risposta alla LAV da parte di don Bruno e don Manlio.

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Al Sig. Salvatore Cannata – Referente Gruppo Attivo Lav Siracusa

e p.c. a Sua Eccellenza il Vescovo di Noto

Egr. Sig. Salvatore Cannata,

La presente in riscontro alle doglianze di codesta Associazione LAV ONLUS circa l’utilizzo dei buoi in occasione dei festeggiamenti della Croce Santa di quest’anno per il tradizionale pellegrinaggio presso l’Eremo di Croce Santa.

Innanzitutto vorremmo rilevare la chiara manifestazione di accordo pienamente condiviso di coloro che leggendo on line la lettera da Lei inviata agli organi di stampa locale, hanno chiaramente dissentito dalle vostre supposizioni in materia.

Ci permettiamo di esprimere – seppur cogliendo le vostre ragioni fondate – il nostro chiarimento a riguardo:

– La risposta non puo essere data se non con l’ausilio dei vangeli, dato che noi siamo ben consapevoli che gli animali sono creature di Dio, tanto è che Dio se ne serve sempre, vedi Marco, Cap. 11, vv 1,10 che grida: “Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli 2 e disse loro: “Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo. 3 E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo? , rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”. 4 Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. 5 E alcuni dei presenti però dissero loro: “Che cosa fate, sciogliendo questo asinello? ”. 6 Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore. E li lasciarono fare. 7 Essi condussero l’asinello da Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. 8 E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi. 9 Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!”.

Ci piace altresì rilevare come nel Libro della Genesi Dio affida gli animali agli uomini come forza lavoro ma anche come nutrimento (Cfr. genesi 1, 28 – Dio li benedisse e disse loro “Siate fecondi e moltiplicatevi riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra”. A tutt’oggi gli animali vengono utilizzati per il suddetto scopo. Essi devono essere rispettati e accuditi ma non si può negare il contributo come forza lavoro ai fini stessi della loro sopravvivenza (nella fattispecie il bue ha sempre contribuito nella produzione di fieno, paglia e grano e continua a farlo) e quella dell’uomo (in perfetto ossequio al dettato genesiaco).

I riferimenti al documento del Concilio Vaticano Secondo sono ultronei ed inconferenti con il problema sollevato datosi che due buoi portati in processione non saranno oggetto di violenza (sarebbe una violenza gratuita ed insensata e noi siamo cristiani creature di Dio come i buoi); noi non stiamo disponendo arbitrariamente della loro vita in quanto non abbiamo nessuna intenzione di immolare i due buoi sull’altare delle festività, noi siamo portatori di una cultura millenaria, non siamo portatori di una civiltà capace di immolare sull’altare di una cultura apparente la vita di una donna, di un bambino e di famiglie che si sono trovate di fronte alla morte di propri cari per quel principio che nasce da una civiltà a noi lontana, chi difenderà Abele?

Il riferimento alla Gaudium et Spes è arbitrario in quanto noi cristiani amiamo le cose che Dio ci ha donato e le amiamo al punto da far loro trasportare un simulacro di Dio, noi non stiamo portando i buoi ad essere derisi, maltrattati, uccisi, ma per far parte di un contesto religioso culturale che li esalta. Il rispetto delle tradizioni è un rispetto che si estende anche e principalmente ai più piccoli e a tutte le creature di Dio, il rispetto delle nostre tradizioni è cultura che si tramanda, non è civiltà come si intende dalla vostra lettera, o, forse, si sconosce la differenza concettuale di cultura e civiltà. Detto ciò vorremo anche metterla a conoscenza che la manifestazione che vedrà i buoi presenti è stata puntigliosamente e accuratamente preparata a dovere, consultando previamente i diretti interessati in materia: ossia la ditta che da anni svolge manifestazioni di questo genere e che cura gli animali nel pieno rispetto della burocrazia e delle regole che ad essa si rifanno; i veterinari che sono stati prontamente avvisati e che hanno controllato il percorso per evitare proprio fatiche sfiancanti ai bovini. A tal proposito così si esprime un veterinario, consultato a dovere prima che la manifestazione in causa venisse organizzata puntigliosamente e richiedendo tutti i dovuti accorgimenti burocratici e sanitari attinenti al caso:

“Il peso della croce e del carro che i buoi trasportano non comportano nessun inutile sofferenza mantenendo le condizioni idonee di benessere dell’animale in oggetto. Il tragitto non è impervio ed è facilmente percorribile. Agli animali verrà assicurato il riposo (atto dovuto e altresì necessitato dalle stazioni della via crucis previste nel tragitto) oltre che saranno foraggiati con alimenti idonei ed abbeverati con acqua pulita. Pertanto gli animali che vengono utilizzati per la manifestazione religiosa verranno tenuti e trattati nel rispetto dell’igiene e del benessere animale”.

Secondo il contributo datoci, la manifestazione in causa, non sembrerebbe minimante intaccare quanto il Codice Penale recita all’Art. 544 ter. “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili (sottolineiamo) per le sue caratteristiche ecologiche è punito ect…”.

Cogliendo l’occasione di ringraziarla insieme alla sua Associazione per l’impegno che con passione e dedizione mostrate sposando la causa della difesa degli animali e della promozione della loro libertà, la salutiamo calorosamente, invitandola a prendere parte alla manifestazione e constatare di presenza ciò che in essa avviene. Sempre disponibili e desiderosi a ulteriori chiarimenti magari personali, la salutiamo cordialmente.
Don Bruno Carbone
Don Manlio Savarino

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1 commento

  1. Egr. Don Bruno
    non vivo più a Rosolini da molti anni ma ricordo che l’ultimo tratto del percorso è alquanto faticoso ed impervio, poichè ritengo che i buoi non abbiano bisogno di medievali riti perpetrati nel tempo, per lodare Dio, ma ciò sia una necessità dell’uomo (a mio pare anche una necessità pagana ) e poichè mi è stato insegnato dalla Vs. parrocchia che Dio dona ad ognuno di noi la croce che siamo in grado di portare; io allora Le chiedo:
    Perché la CROCE, nel rispetto della religione e del rito che perpetrate ogni anno con novizia di particolare, non la fate portare ai parrocchiani a cui Dio l’ha assegnata????
    Ovviamente sempre nel rispetto della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” e le dovute pause di ristoro durante la via crucis!!!!
    Speranzosa di un Suo riscontro l’occasione mi è gradita per porgere sia a Lei sia al veterinario citato nell’articolo i miei
    Cordiali Saluti