Presentato al Cineteatro S.Caterina “Follie di Fine Estate” di Samuele Cau

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L'autore del libro, Samuele Cau con il relatore Matteo Figura
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La strage di Marzabotto, uno dei più raccapriccianti ricordi della Storia del Novecento, è fonte di ispirazione del nuovo “Follie di fine estate”, del fiorentino Samuele Cau, presentato giorno 8 giugno al Cineteatro S.Caterina, assieme a Matteo Figura nel ruolo di relatore.

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Edito da “Bonfirraro Editore” è un romanzo ricco di nostalgia, una storia che celebra la liberazione da un difficile fatto del passato grazie a un legame umano ritrovato, inaspettato e forte.

Il protagonista è Santo Bellomo figlio di emigrati italiani, che dall’Argentina torna in Sicilia, terra dei suoi genitori, dove intraprende un viaggio nella storia, fino all’eccidio di Marzabotto. In fuga dal duro regime dittatoriale argentino, Santo fa ritorno a San Vito Lo Capo, in Sicilia, la terra che i suoi genitori, emigrati, avevano lasciato molto tempo prima, quando la seconda guerra mondiale era alle porte. L’arrivo di Santo viene segnato dalla calorosa accoglienza da parte di un caro amico del padre e del padrone della locanda in cui alloggia; due personaggi che, insieme a un misterioso turista straniero, lo condurranno in un viaggio nella memoria collettiva alla scoperta di un episodio della Storia che li ha segnati tutti in modo incancellabile: la strage di Marzabotto.

Misurato tra l’ironia, la nostalgia e la tensione, “Follie di fine estate” è la storia di una resistenza personale e collettiva, che grazie a un ritrovato legame umano, riesce a essere condivisa e, finalmente, celebrata, come il più grande atto liberatorio.

Alessandro Cannavò, del Corriere della Sera, così lo ha recensito: “Samuele Cau intreccia due tra i tanti momenti brutali della Storia del Novecento nel posto più lontano e protetto da dolorose datazioni, una Sicilia balneare fuori stagione e dunque senza Tempo. I legami di amicizia che si annodano, conditi da profumi e sapori culinari e da uno spirito goliardico e vernacolare, preparano a fuoco lento risposte a tormenti esistenziali”.

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