Presunte tangenti Autostrada Siracusa Gela. Gennuso: danneggiato il territorio!

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È di stamattina la notizia dell’arresto di 6 persone coinvolte nell’inchiesta che ha ad oggetto una presunta tangente per i lavori di realizzazione di tre lotti dell’Autostrada Siracusa-Gela.

Abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e corruzione: sono le accuse che i magistrati di Messina, coordinati dal procuratore Maurizio De Lucia, contestano alle undici persone coinvolte nell’inchiesta su presunte irregolarità nella gara di affidamento dei lavori. Ai domiciliari sono finiti Duccio Astaldi, presidente del consiglio di gestione della Condotte Spa, impresa italiana leader nel settore delle costruzioni, il presidente del consiglio di amministrazione della Cosige Scarl, Antonio D’Andrea, l’ex capo della segretaria tecnica dell’ex governatore siciliano Rosario Crocetta, Stefano Polizzotto, e il funzionario del Consorzio Autostrade Siciliano, Gaspare Sceusa. Il carcere invece è stato disposto per il finanziere Nicola Armonium e per Antonino Gazzarra, vicepresidente del Cas.

Sulla notizia in oggetto, non tarda ad arrivare la denuncia del Deputato Ars, l’On. Pippo Gennuso che, preoccupato dopo gli arresti di questa mattina che coinvolgono il vertice di Condotte Spa e del Consorzio Autostrade siciliane, così ha affermato:

Occorre un sistema per arginare il fenomeno della corruzione negli appalti delle opere pubbliche in Sicilia, altrimenti le stesse rischiano di diventare cattedrali nel deserto. Adesso – sostiene il parlamentare regionale – il rischio  è che il tratto autostradale Rosolini–Modica si fermi definitivamente. Già la situazione era difficile per il blocco dei cantieri dovuti al mancato pagamento dei fornitori, con questa vicenda giudiziaria la situazione rischia di complicarsi ancora di più. Potrebbe essere uno stop definitivo all’Autostrada e questo non deve avvenire. Mi auguro che il presidente della Regione, Nello Musumeci, adotti i dovuti provvedimenti  e studi insieme all’Assessorato ai Lavori pubblici ed alle infrastrutture, provvedimenti idonei per fare uscire la Sicilia da questo tunnel che appare senza via d’uscita.  Si tratta di vicende che danneggiano non soltanto il territorio, ma anche l’economia dell’Isola”.

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