Un parto naturale eccezionale dopo due cesarei: “Ho realizzato il mio sogno di madre”

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Dare alla luce un terzo figlio con un parto spontaneo e rispettato, dopo aver subito con i precedenti figli due tagli cesarei, è un caso straordinario e di incredibile soddisfazione per il cuore della madre. Un evento che negli ultimi tempi, per l’eccessiva medicalizzazione del percorso, ha registrato una tendenza opposta al naturale decorso di una nascita; un tiro che si sta cercando sempre più di raddrizzare al fine di condurre ogni donna verso la consapevolezza del fatto che un parto naturale è possibile anche dopo due cesarei o più, e ci sono evidenze scientifiche che lo rilevano.

La storia di Linda Pitino è la storia di una mamma che non riesce a fare pace con quei primi “parti non vissuti”, ma che con tanta forza di volontà e coraggio è riuscita a prendersi una “rivincita”, diciamo così, e a capire cosa si prova a partorire naturalmente.
La sua determinazione nel portare avanti questa scelta è stata assecondata, con grande professionalità, dal Consultorio di Rosolini, e nello specifico dall’Ostetrica consultoriale Asp di Siracusa, Carmela Carpanzano, a favore della naturalità della nascita.Recuperare la “gioia della nascita”, tramite l’assistenza VBAC (parto vaginale dopo
cesareo), mettendo al centro donna/coppia/bambino, è l’azione di sensibilizzazione che gli operatori del Consultorio di Rosolini portano avanti con le famiglie.
Una preparazione tanto apprezzata negli ambienti sanitari, a tal punto da ricevere un importante premio durante un congresso di settore, che quest’anno ha avuto come tema proprio il VBAC.
Il premio “Marilina Liuzzo”- ginecologa catanese venuta a mancare un po’ di tempo fa per un tumore alla mammella, che durante la sua vita si è prodigata per la buona nascita, la nascita naturale – per cui il consultorio rosolinese ha partecipato tramite un video ottenendo il terzo posto.

Le parole forza, rinascita, potenza, amore sono comuni alle donne che partoriscono consapevoli e sentendosi protagoniste di ciò che sta succedendo. Madri che vivono l’inizio della vita del loro bimbo incarnando queste parole, sono donne che si sentono in grado di affrontare le bellezze e le fatiche che un neonato porta inevitabilmente con sé. E sono le stesse parole che la giovane madre rosolinese, Linda Pitino, ha ritrovato più forti e ridondanti nel volerci raccontare la sua testimonianza e personale esperienza, e che l’ostetrica Carpanzano ci ha trasmesso da un punto di vista sanitario con un’intervista parallela e approfondita sulla tematica.

Una doppia intervista alla madre rosolinese che ha partorito in modo naturale dopo due cesarei, e all’esperta del consultorio rosolinese che l’ha seguita, l’ostetrica Carmela Carpanzano.

 


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L’intervista a Linda Pitino, 40 anni ,che ha realizzato il suo sogno di madre: partorire naturalmente. 

Raccontaci questo tuo desiderio e come sei arrivata a realizzarlo
Le mie gravidanze sono state tutte e tre fisiologiche e a termine, ma le prime due si sono concluse con un parto cesareo.
Il primo parto cesareo è stato eseguito con la mia piccola Tecla, dopo un lungo e doloroso travaglio. Mi sentivo di aver fallito nel progetto più importante e sacro della mia vita. Ero arrabbiata, mi sentivo fallita come madre non essendo riuscita a far nascere mia figlia secondo natura.
Dopo 6 anni rimango incinta di Salvatore, ed ero convinta che questa volta potevo farcela. L’Ospedale a cui mi ero rivolta era un ospedale di primo livello, non attrezzato di Pronto Soccorso Ostetrico, e non aveva esperienza di assistenza VBAC. Nonostante arrivai di notte con travaglio in corso, con dilatazione 8 e con l’esigenza di spingere e di farcela, il personale medico non fu d’aiuto e così fu eseguito un secondo cesareo per me. Mi sentii nuovamente fallita come madre e moglie perché non avevo dato l’opportunità sia a mio marito di assistere alla nascita dei suoi figli, sia ai miei figli una nascita naturale e rispettosa. Anche se in entrambe le esperienze mi sono riscattata in un secondo momento, con l’allattamento esclusivo e a richiesta, il senso di donna incompleta mi invadeva ogni volta che sentivo racconti di donne che partorivano in modo naturale.
A maggio del 2018, quando rimango incinta del mio terzo figlio, si riaccende in me la speranza di completarmi come donna si riaccende.
Cosa hai fatto per soddisfare questa tua forte volontà?
È a quel punto che mi rivolgo al Consultorio di Rosolini sia per le visite con il dottore, che per il corso di accompagnamento alla nascita con l’ostetrica. Inaspettatamente accolgono la mia richiesta di VBAC2. Inizio una serie di incontri con un personale ostetrico qualificato e molto preparato, che durante tutto il percorso mi ha fornito, non solo le nozioni necessarie riguardanti gli esercizi di respirazione, ma anche un sostegno psicologico ed emotivo, tanto da aumentare in me la sicurezza e la certezza che ce l’avrei fatta. Il Consultorio di Rosolini, programmando il piano del parto personalizzato, mi ha anche indirizzato in una struttura ospedaliera di 2° livello con Pronto Soccorso Ostetrico a Catania.
E quando è arrivato il momento? Com’è andata e quali le sensazioni hai provato?
Arriva febbraio, 40 settimane più 4. Di sera inizio ad avere dei doloretti, chiamo il mio angelo custode, l’ostetrica. E mi conferma che finalmente è arrivato il momento, partiamo con un po’ di paura in quanto l’Ospedale di Catania dista circa 100km da Rosolini. In auto inizio a fare gli esercizi di respirazione, risultati molto efficaci, che avevo appreso durante i corsi di preparto che ho seguito affiancata sempre da mio marito. Lui è stato al mio fianco anche in sala travaglio, quando con il forte dolore non esercitavo la giusta respirazione e, tenendomi la mano faceva arrivare su di me il ritmo giusto del suo respiro che riprendevo, fiera di travagliare per mettere al mondo mio figlio, soprattutto con la presenza di suo padre. Il travaglio l’ho atteso nonostante i forti dolori ed ero felice di averli e viverli.
Il personale è stato adorabile, mi sono fidata ciecamente di loro e ho acconsentito a tutto ciò che mi dicevano. Non sono stata visitata continuamente, in tutto il tempo mi avranno visitata due volte. Ricordo bene la camera con le luci soffuse e nel sottofondo la recita per mia scelta del Rosario, che a tratti recitavamo con mio marito. Eravamo sereni e felici, ben accuditi, non ci mancava nulla, mi sentivo a casa mia.
Tutto è avvenuto velocemente, sia la rottura delle acque, sia la dilatazione al centimetro giusto e il bisogno di spingere. Non ero ancora convinta che stavo per far nascere il mio bambino in modo naturale; spingevo come mi indicavano le bravissime ostetriche. Così, dopo qualche spinta, Leonardo lo vedo sul mio corpo stanco ma soddisfatto. Non trovo aggettivi per definire come io e mio marito ci siamo sentiti. Erano le 6.45 quando Leonardo è venuto al mondo, dato alla luce secondo natura. L’ho subito attaccato al mio seno, e dalla sala parto sono uscita con orgoglio con le mie gambe. Non riuscivo a credere di avere avuto il terzo figlio senza una cicatrice né sull’addome, né sul cuore. Sono una donna completa adesso.
Una testimonianza la tua, a cui tante donne con la tua stessa esigenza potranno ispirarsi. Chi ti è stato vicino in questa emozione unica?
Ringrazio sia l’ospedale che il personale ostetrico, ma soprattutto l’ostetrica che mi ha seguita in consultorio con i corsi di coppia. A lei tutto il mio riconoscimento. Sono grata a tante persone per questo miracolo. A mio marito in primis che mi ha sempre appoggiata e dato forza e coraggio. Al personale del consultorio che mi ha preparata e indirizzata adeguatamente per la scelta della struttura idonea per un VBAC2. E infine il grazie più importante a Dio che mi ha sostenuta. Grazie per questo miracolo.


Intervista a Carmela Carpanzano, ostetrica consultoriale ASP Siracusa

Secondo l’immaginario comune è praticamente impossibile dopo un parto cesareo mettere alla luce un figlio in modo naturale. Le nascite con cesareo sono sempre in aumento, e in Sicilia, se non erriamo, toccano addirittura picchi del 61%. Come mai si è arrivati a queste cifre?
Negli ultimi decenni si è avuta l’eccessiva medicalizzazione del percorso. L’Italia è il secondo paese al mondo di tagli cesarei, e la Sicilia purtroppo è quella che innalza la quota perché, nell’immaginario popolare, il cesareo è diventato il sistema più innocuo, perché veloce, senza dolore e programmabile. Ciò che è accaduto è che le mamme si sono talmente affidate alla tecnologia che sembra abbiano dimenticato come si partorisca. Questa è la cosa veramente sbalorditiva. L’Istituto Superiore Sanità Italiano, ha per questo fornito delle nuove linee guida per abbassare il tasso dei tagli cesarei ai casi a rischio (10/15%).
La sua testimonianza può sfatare questo mito. Cosa fa il consultorio di Rosolini per invertire la tendenza?
Quello che facciamo noi operatori, è dare la possibilità alle madri di esprimere il loro potenziale, perché partorire, non dimentichiamolo, è la cosa più naturale ed istintiva al mondo.
Oltre a questa inversione di tendenza, c’è anche l’eccezionalità e la convinzione che dopo un parto cesareo non si possa più partorire naturalmente. Il caso di Linda, diventa una storia da raccontare, l’ordinario che diventa straordinario
Proprio le nuove linee guida, sulla base delle evidenze scientifiche, dicono infatti che il taglio cesareo, in realtà, dovrebbe restare un intervento di emergenza, perché comunque molto rischioso, con conseguenze anche per il bambino, e non un protocollo da seguire. Quindi, quello che ha fatto questa donna è seguire un unico protocollo, quello del suo corpo, il suo istinto, anche dopo due cesarei.
Dopo due parti cesarei, un parto naturale. Il sogno di una madre che diviene realtà, complice l’assistenza di voi ostetriche
Il bello di tutta questa storia è che Linda è riuscita a trovare nei vari sistemi sanitari il sistema che le ha dato il permesso di realizzare il suo grande desiderio, la fortuna di aver trovato ostetriche altrettanto convinte che tutto ciò potesse accadere. Come consultorio non abbiamo fatto nulla di speciale: una preparazione psicofisica non solo alla mamma, ma alla coppia. Abbiamo cercato di capire qual era l’esigenza reale della donna ed aiutarla e sostenerla a procedere nel suo percorso. Perché l’ostetricia è “un’arte maieutica”: far venir fuori tutta la capacità e le competenze della donna e della coppia a partorire, e del bambino a nascere, perché se non sono entrambi a scegliere una determinata via, è chiaro che da sola una donna non potrà mai farlo. Nel caso di Linda c’era anche il desiderio da parte del padre.
Quando è possibile quindi un parto naturale dopo il cesareo?
Molti ospedali adottano questa tipologia di parto chiamato VBAC, e la rispettano, assicurando a molte mamme un parto vaginale. Non dimentichiamo che il cesareo è un’operazione chirurgica, e come tale deve essere eseguita solo quando ci sia una reale necessità, e non certo solo perché il primo parto è stato un cesareo. Il VBAC è di fatto un parto che non può essere disturbato nei suoi processi fisiologici, rispettosi dei tempi di ciascuna diade madre/bambino. La gestante precesarizzata, se in salute, può avere un decorso della gravidanza a basso rischio e come tale sarà seguita secondo i protocolli indicati dalle Linee Guida dell’ISS. L’Assistenza al travaglio più appropriata sarà quella che rispetta i bisogni e i tempi di mamma/bambino che permetterà di evitare induzioni farmacologiche, spesso causa di rottura dell’utero. Il modello di assistenza che si sta cercando di portare avanti segue la logica dell’assistenza centrata sulla persona, che facilita i processi fisiologici della nascita. Se tutti gli operatori sanitari del territorio e degli ospedali operassero secondo questa logica si potrebbe realmente realizzare la continuità assistenziale tanto agognata dalla donna/coppia.
Dunque, sulla base di questa logica, rivolgersi a un consultorio quali benefici porta?
Andare in consultorio significa incontrare anche l’ostetrica prima della sala parto. Quello che abbiamo fatto con Linda, e che facciamo con tutte le madri, è semplicemente esercitare la nostra professione. Linda l’ha voluto fortemente, tante donne arrivano in consultorio con convinzioni diverse. La cosa importante è che la donna possa fare le sue scelte, allora sarà contenta comunque, anche di rifare un cesareo se è una sua scelta.
Quale in conclusione la chiave di volta e il messaggio fondamentale?
Cambiare modalità assistenziale per ridurre il tasso dei tagli cesarei, sarà il vero cambiamento. La base principale è questa. Alla fine è eccezionale qualunque nascita. Il bambino sa nascere: l’istinto del bambino è quello di nascere, quello della mamma è quello di farlo nascere. Quindi, se noi cominciassimo a vedere la nascita come un fatto istintivo, legato alla conservazione della vita e della specie, basterebbe semplicemente autorizzare le coppie a scoprire questa loro capacità. Noi operatori dovremmo recuperare questi valori della nascita; tante volte a furia di stare in mezzo a ecografi e macchine varie, ci dimentichiamo che gli esseri umani hanno bisogno solo di carezze e di essere accolti. Questo è il messaggio che diamo ai genitori perché i protagonisti veri della nascita sono mamma, papà e bambino.

 

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