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Per molti anni, a partire dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso, il colesterolo introdotto con i cibi è stato considerato un fattore decisivo dell’aumento dei livelli del colesterolo ematico che, come conseguenza, avrebbe portato a una maggiore incidenza di patologie cardiovascolari.

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Negli ultimi anni, tuttavia, un numero crescente di studi sembra contraddire questo paradigma, tant’è che negli Stati Uniti le ultime Linee Guida dietetiche (2015-2020) hanno eliminato la raccomandazione di limitare l’assunzione di colesterolo dietetico entro i 300 mg/die.

In questo lavoro, appena uscito, vi è una revisione della letteratura disponibile sul legame colesterolo dietetico e malattie cardiovascolari, concludendo che il colesterolo dietetico non sembra aumentare il rischio di patologie cardiache negli adulti sani; si evidenzia inoltre come l’aumento del rischio potrebbe essere dovuto, più che altro, al contenuto di acidi grassi saturi, spesso presenti, insieme al colesterolo, in diversi alimenti di origine animale.

 

Dal punto di vista dietetico, quindi, converrebbe limitare gli alimenti contenenti molti grassi saturi (burro, carni grasse, ecc.) e non ridurre eccessivamente il consumo di uova e gamberetti, in quanto, soprattutto le prime, sono ricche di molti nutrienti essenziali e contengono solamente circa un grammo e mezzo di acidi grassi saturi.

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Dott.ssa Graziana Fava

Dott.ssa Graziana Fava
BIOLOGO NUTRIZIONISTA
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graziana.fava@biologo.onb.it

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