
Gerratana (PD): “La rottamazione di Rosolini è nata morta, la legge nazionale la spazza via”
Sono passati appena sei giorni dall’approvazione della “rottamazione comunale” dei tributi locali a Rosolini, e già arriva la notizia che rischia di svuotarla completamente: il parlamento ha inserito i tributi locali nella Rottamazione-quinquies nazionale, con condizioni molto più favorevoli per i cittadini. Il segretario provinciale del PD Piergiorgio Gerratana oggi mette nero su bianco quello che in molti si aspettavano: il provvedimento dell’amministrazione Spadola (la cosiddetta “rottamazione comunale” ) è arrivato troppo tardi per servire a qualcosa. Per Gerratana era già inutile prima, adesso è ufficialemnte sepolto.
Lo scorso 13 maggio il consiglio comunale aveva approvato — con 9 voti favorevoli e 5 contrari — un regolamento che permetteva ai cittadini di saldare i debiti arretrati di IMU, TARI e canone unico degli anni 2020-2025, senza sanzioni né interessi, versando subito il 20% e rateizzando il resto in massimo 18 rate mensili. L’opposizione aveva votato contro, chiedendo rate più lunghe e flessibili. Tutti gli emendamenti erano stati respinti dalla maggioranza.
Oggi Gerratana spiega perché quella battaglia aveva senso e perché il ritardo dell’amministrazione si è rivelato fatale: “La stupidità incarnata da questa amministrazione che ci ha portato fino a maggio per un regolamento che le forze di opposizione avevano già proposto 5 mesi fa, si traduce in un immobilismo che dura ormai da 4 anni e mezzo nella gestione dei tributi così come in tutti gli ambiti di gestione del Comune.”
Il punto è semplice: con l’arrivo della Rottamazione-quinquies nazionale, che ora include anche i tributi locali, le multe e le entrate patrimoniali già presenti presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, nessun cittadino ha più convenienza ad aderire alla versione comunale. “La previsione di legge bloccherà qualsiasi volontà di mettersi in regola adesso, primo perché rimanda tutto a settembre e ottobre per la presentazione della domanda, poi perché non viene richiesto alcun anticipo potendo rateizzare tutto e infine perché partendo da gennaio 2027 le condizioni rateali sono molto più convenienti rispetto al regolamento approvato dalla maggioranza che sostiene il sindaco Spadola.”
Non solo: secondo Gerratana, gli emendamenti che l’opposizione aveva proposto in aula e che la maggioranza aveva bocciato uno per uno, andavano esattamente nella direzione giusta. “I tempi e le proposte emendative dell’opposizione si avvicinavano molto di più alle previsioni della legge nazionale e avrebbero consentito un interesse diverso da parte dei cittadini che volevano mettersi in regola con i tributi. D’altronde il parlamento, con questa scelta legislativa, ha messo una pezza allo strafalcione della rottamazione quinquies perché era un non senso non aver inserito i tributi locali, le multe e le entrate patrimoniali se si tratta di carichi già presenti presso l’agenzia delle entrate-riscossione ed ha fatto bene l’ANCI a sostenere questa linea.”
Il risultato, dice Gerratana, è stato uno scontro inutile in un’aula che non ha prodotto nulla di concreto per i cittadini: “In consiglio comunale abbiamo perciò assistito all’ennesima e inutile prova di forza tra un’amministrazione che vive alla giornata ed è fuori da qualsiasi ragionamento politico e istituzionale e un’opposizione che si sforza quotidianamente di interpretare le esigenze dei cittadini facendole diventare proposta politica e studiando i provvedimenti per realizzare le cose.”
Lo sguardo del segretario dem va però oltre la singola delibera e descrive una città che ha smesso di credere nella propria classe dirigente: “Nel frattempo la città è in totale declino rassegnata a vivere un altro anno di nulla cosmico, di vuoto amministrativo, senza prospettive e con l’orgoglio sotto i tacchi.”
Per questo, conclude Gerratana, non è più rinviabile un confronto aperto tra tutte le forze di opposizione: “Risulta più che mai urgente l’avvio di un dibattito serio, pubblico e alla luce del sole tra tutte le forze alternative all’attuale compagine amministrativa perché la posta in gioco non è un’ordinaria battaglia politica ed elettorale, ma il capovolgimento di una narrazione che vede una città gestita e governata dai peggiori. Abbiamo il dovere di provare, insieme, a ridare speranza alle famiglie che vedono fuggire i figli, agli imprenditori che non vogliono investire nel nostro territorio, ai giovani che non hanno nessuna occasione di crescita culturale oltre l’orario scolastico. Chiunque verrà dopo Spadola sarà chiamato a gestire macerie e, siccome questo è già nella consapevolezza di tutti, bisogna sforzarsi di stare insieme e dare spazio alle idee, aldilà delle legittime ambizioni personali e aldilà degli interessi di partito. D’altra parte è passato un tempo sufficiente per l’analisi di errori e scelte sbagliate che hanno portato a questo disastro politico e amministrativo e ripetere gli stessi schemi e le stesse divisioni significherebbe non essere all’altezza, significa non essere classe dirigente.”







