La “Strada della Vergogna”: l’urlo di un cittadino contro il degrado sulla strada provinciale Rosolini-Pachino

La “Strada della Vergogna”: l’urlo di un cittadino contro il degrado sulla strada provinciale Rosolini-Pachino

 

C’è una strada che oggi è diventata il simbolo di un fallimento collettivo. È la Provinciale Rosolini-Pachino, ribattezzata ormai senza mezzi termini “la strada della vergogna” da Angelo Gerratana, il cittadino rosolinese che ha deciso di metterci la faccia per denunciare lo scempio ambientale che si protrae da anni.

 

Con l’inizio della stagione estiva, quella lingua di asfalto dovrebbe essere il tappeto rosso per migliaia di visitatori. Invece, come documentato da Gerratana nel suo video-appello, lo spettacolo è desolante: una discarica a cielo aperto che scorre ininterrottamente lungo i bordi della carreggiata. “Oggi ho incontrato almeno 20 turisti in bicicletta diretti verso Pachino”, racconta Gerratana con amarezza. “Ecco quello che facciamo vedere: un’immagine che non invita certo a tornare”. Il timore è che, mentre si celebrano le bellezze della Sicilia, la realtà dei fatti offra una cartolina di sporcizia e abbandono che stride ferocemente con l’immagine di “terra invidiata da tutti” che si vorrebbe promuovere.

 

Il cuore della protesta di Gerratana non riguarda solo l’inciviltà di chi abbandona i rifiuti, ma punta dritto alle istituzioni. La sua è una provocazione politica deliberata: “Perché pagare le tasse per non avere una strada pulita?”. Il ragionamento è semplice quanto brutale: in un sistema dove pare che nulla funzioni senza l’intervento del “politico di turno” – dalla sanità ai servizi minimi – Gerratana lancia un appello affinché qualcuno “si prenda a cuore” la bonifica della zona, per impegno istituzionale o semplice coerenza.

 

“Condanno l’inciviltà di chi sporca, ma condanno altrettanto le istituzioni che non hanno intenzione di combatterla”, spiega l’uomo, esasperato da un rimpallo di responsabilità tra i territori di Noto, Pachino, Rosolini e i vari consorzi che lascia la zona in un limbo burocratico e di sporcizia.

 

Ciò che colpisce non è solo il degrado fisico, ma anche quello sociale. Dopo la diffusione del video, Gerratana è stato paradossalmente bersaglio di critiche da parte di concittadini che lo hanno accusato di “prendersela con i politici” anziché con gli “incivili”. Una reazione che Gerratana definisce la prova di un rassegnato assoggettamento: “C’è gente disposta a subire questo schifo perché, dopo aver segnalato 5, 6, 7 volte senza alcun intervento, ha smesso di indignarsi”. La difesa d’ufficio della classe politica da parte di alcuni commentatori viene vista come il sintomo di una Sicilia che “non ha speranza” se continua a preferire il silenzio alla pretesa dei propri diritti di contribuenti.

 

L’appello finale è un misto di rabbia e amore per la propria terra. La richiesta è chiara: una bonifica immediata per ridare dignità a un asse viario fondamentale. La battaglia di un singolo cittadino diventa così lo specchio di una domanda più ampia: siamo condannati a vivere tra i rifiuti o possiamo ancora sperare in una gestione del territorio che sia all’altezza delle tasse pagate e delle bellezze naturali che ci circondano?

 

Per ora, sulla Rosolini-Pachino, restano solo i sacchetti di plastica a sventolare come bandiere di una resa che Angelo Gerratana non è ancora disposto a firmare.

 

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