“Tu non sai con chi hai a che fare”, pubblicitario “minaccia” un funzionario comunale

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La cartellonistica pubblicitaria situata lungo le strade comunali è sotto la lente d’ingrandimento da parte della nuova amministrazione capeggiata dal sindaco Giuseppe Incatasciato.

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Una cartellonistica che negli anni è proliferata nel mancato rispetto delle regole, con impianti istallati abusivamente, senza autorizzazione, o difformi rispetto a quanto prevede il regolamento comunale.

Ieri si è svolto un primo controllo da parte di un funzionario comunale coadiuvato dal Corpo dei Vigili Urbani che, su segnalazione dell’assessore ai lavori Pubblici, Carmelo Di Stefano, sono intervenuti in via Paolo Orsi dove una ditta era intenta ad apportare delle modifiche a un cartellone pubblicitario, ormai obsoleto, posizionato davanti all’area del mercato comunale. Alla ditta è stato vietato di riposizionare il cartellone pubblicitario nuovo.

“Tu non sai con chi hai a che fare”. Di tutta risposta sarebbe stata questa la frase che il proprietario dei cartelloni, raggiunto telefonicamente, avrebbe rivolto al dipendente comunale dell’ufficio “Lavori Pubblici”, segno che l’anarchia e il far west sono alquanto diffusi nel settore. Alla ditta in questione, inoltre, sono state notificate, negli anni passati fino ad oggi, ben sette multe, ma nessuna di questa risulta a oggi pagata.

L’assessore ai lavori pubblici, Carmelo Di Stefano

“Sarà un controllo a tappeto”. L’assessore ai lavori Pubblici Carmelo Di Stefano, promette la “mano pesante” contro la cartellonistica selvaggia dentro la città. “Stiamo predisponendo una verifica a tappeto da parte dell’ufficio lavori pubblici, coadiuvato nei casi necessari dal Corpo dei vigili urbani, per la regolarità dei pagamenti dell’affissione pubblicitaria. Ad oggi il 90% non versa nessun euro alle casse del Comune e questa è una situazione incredibile anche in considerazione che la maggior parte di questo tabelloni non sono gestiti da nostri concittadini ma da ditte dei paesi limitrofi. Quello di ieri è solo il primo intervento e siamo riusciti a non far riposizionare l’impianto che stavano cambiando in quanto le basi sulle quali poggiava erano diventate pericolose. L’anarchia in questo settore è giunta al termine”.

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