Rosolini, una panchina rossa per dire “no” alla violenza di genere

L'iniziativa, promossa dalla Fidapa sez. di Rosolini, si terrà lunedì 21 novembre alla presenza di Vera Squatrito, la mamma di Giordana Di Stefano, la ballerina ventenne siciliana vittima di femminicidio lo scorso anno.

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Anche Rosolini aderisce al progetto nazionale “Panchine Rosse” con un’iniziativa promossa dalla Fidapa sez. di Rosolini e patrocinata dal Comune, per ribadire il “No” alla violenza sulle donne e al femminicidio. Lunedì 21 novembre si inaugurerà una panchina rossa, ubicata lungo il corso Savoia, idealmente occupata da una presenza invisibile: quella delle tante donne vittime di violenza.

La giornata si articolerà in due momenti. Si inizia alle 18.00, in Aula Consiliare a Palazzo di Città, con l’incontro dibattito alla presenza di Vera Squatrito, mamma coraggio che ha perso la figlia ventenne lo scorso anno. Giordana, la bellissima ballerina uccisa nel fiore dei suoi anni e di cui tutta la stampa nazionale ha parlato, è morta per mano di Luca, l’ex fidanzato. Da quel 7 ottobre 2015 Giordana ha cessato di vivere mentre la vita di Vera è cambiata per sempre e il suo obiettivo oggi è quello di battersi per sconfiggere ogni forma di violenza.

Aprirà i lavori Ignazia Iemmolo Portelli, la presidente rosolinese della sezione locale dell’associazione che valorizza i talenti delle donne nel mondo. Interverrà Giorgio Gullotta, commissario della polizia di Stato in  quiescenza. Al termine dell’incontro, a cui sono invitati tutte i cittadini, le associazioni e le istituzioni, alle 19.30, partirà un corteo silenzioso che da via Roma giungerà al Corso Savoia dove sarà scoperta la panchina rossa.

Vera Squatrito, ospite della manifestazione e fondatrice della pagina Facebook “Io sono Giordana”, terrà a battesimo la panchina rossa che, oltre ad essere una denuncia del femminicidio, intende stimolare un confronto e una riflessione sulla violenza e sui cambiamenti culturali necessari per sconfiggerla. Un’installazione permanente per invitare i cittadini a fermarsi, a non dimenticare e a mantenere alta l’allerta, parlandone e sensibilizzando a loro volta, affinché il sacrificio di molte donne non sia vano e che mai più si debba morire per mano di chi dice di amare. Perché quello è tutto fuorché amore.

Alessandra Brafa

 

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